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Comunicazione e voce · articolo · 1981

The Evolution of Cooperation

Robert Axelrod, William D. Hamilton · 1981

Science, 211(4489), 1390-1396, 1981 · Apri la pubblicazione ↗

Sinossi

Robert Axelrod, politologo dell'Università del Michigan, e William D. Hamilton, biologo evoluzionista che allora lavorava nella stessa università, uniscono la teoria dei giochi e la biologia per spiegare come possa nascere la cooperazione fra individui che hanno interesse a sfruttarsi a vicenda. La domanda risale a Darwin: se la selezione premia chi pensa a sé, non si capisce perché batteri, animali e persone collaborino. Axelrod e Hamilton usano il dilemma del prigioniero ripetuto, in cui due individui si incontrano più volte e a ogni incontro scelgono se cooperare o tradire, e lo combinano con il concetto di strategia evolutivamente stabile. Axelrod aveva organizzato un torneo al calcolatore in cui esperti di vari campi proponevano strategie che si sfidavano fra loro, e lo vinse la più semplice, «colpo su colpo», proposta da Anatol Rapoport: cooperare alla prima mossa e poi ripetere la mossa precedente dell'altro. Il modello mostra che una cooperazione fondata sulla reciprocità può partire anche in un mondo di egoisti, purché arrivi in piccoli gruppi, può prosperare in mezzo a strategie diverse e, una volta stabilita, resiste all'invasione degli sfruttatori, a condizione che la probabilità di incontrarsi di nuovo sia abbastanza alta. L'articolo ha fondato un filone di ricerca vastissimo fra biologia, economia e scienze politiche. Il modello considera coppie di individui e mosse senza errori, e studi successivi hanno mostrato che quando gli sbagli sono frequenti conviene una reciprocità più indulgente.

Che cosa significa per un'organizzazione

Chi vuole collaborazione fra reparti deve far sì che si incontrino spesso e sappiano di doversi rincontrare, perché la prospettiva del futuro rende conveniente cooperare. Conviene cominciare con un gesto di apertura, rispondere con chiarezza a uno sgarbo e poi tornare subito a collaborare.