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Benessere e rigenerazione · articolo · 2011

Benefits of indoor plants on attention capacity in an office setting

Ruth K. Raanaas, Katinka Horgen Evensen, Debra Rich, Gunn Sjøstrøm, Grete Patil · 2011

Journal of Environmental Psychology, 31(1), 99-105 · Apri la pubblicazione ↗

Sinossi

Ruth K. Raanaas, psicologa ambientale all'Università norvegese di scienze della vita, ha verificato con Katinka Horgen Evensen, Debra Rich, Gunn Sjøstrøm e Grete Patil se la presenza di alcune piante in un ufficio aiuti a recuperare la capacità di attenzione dopo un compito impegnativo. Trentaquattro studenti sono stati assegnati a caso a due versioni dello stesso ufficio di laboratorio, una con quattro piante da fiore e da foglia e una senza. La capacità di attenzione è stata misurata tre volte, all'arrivo, dopo un compito cognitivo faticoso e dopo una pausa di cinque minuti, con un test che chiede di leggere frasi e ricordarne alcune parole e che impegna la funzione esecutiva dell'attenzione. Il gruppo con le piante è migliorato fra la prima e la seconda misura, mentre il gruppo senza piante non è migliorato. Fra la seconda e la terza misura nessuno dei due gruppi è cambiato. Le autrici discutono i risultati alla luce della teoria del recupero dell'attenzione di Rachel e Stephen Kaplan e di alcune spiegazioni alternative. Lo studio è citato spesso come prova sperimentale a favore delle piante negli uffici, ma il campione è piccolo, i partecipanti sono studenti, l'ufficio è di laboratorio, e il miglioramento compare durante il compito e non dopo la pausa, cosa che rende più difficile interpretarlo come recupero.

Che cosa significa per un'organizzazione

Qualche pianta nelle stanze dove si svolge lavoro concentrato è un intervento economico e coerente con le prove disponibili, purché lo si presenti come un aiuto modesto e non come una soluzione.