Il singolo e il gruppo · articolo · 2016
The queen bee phenomenon: Why women leaders distance themselves from junior women
Belle Derks, Colette Van Laar, Naomi Ellemers · 2016
The Leadership Quarterly, 27(3), 456-469, 2016 · Apri la pubblicazione ↗
Sinossi
Belle Derks e Naomi Ellemers, dell'Università di Utrecht, e Colette Van Laar, dell'Università di Lovanio, rileggono le ricerche sul cosiddetto fenomeno dell'ape regina, per cui alcune donne arrivate in posizioni di comando in organizzazioni dominate da uomini prendono le distanze dalle colleghe più giovani, si presentano con tratti maschili e negano che esista una disparità di genere. La loro tesi è che questo comportamento non sia la causa della disuguaglianza ma una sua conseguenza, una risposta alla discriminazione e alla minaccia all'identità sociale che queste donne vivono. A sostegno citano studi propri e altrui, fra cui un'indagine su 94 donne dirigenti nei Paesi Bassi e un esperimento sul campo con 63 funzionarie di polizia olandesi: la presa di distanza cresceva quando veniva ricordata la discriminazione di genere, ma solo fra le donne che si identificavano poco con le altre donne. Mostrano poi che la stessa reazione compare in altri gruppi svantaggiati, e quindi non è un tratto femminile ma una strategia di mobilità individuale. La rassegna ha tolto all'etichetta il suo significato di accusa e l'ha collegata alla teoria dell'identità sociale di Tajfel e Turner. Derks, Van Laar ed Ellemers indicano come rimedio la riduzione delle minacce all'identità, per esempio con interventi sugli stereotipi negativi. È una rassegna che riprende in buona parte studi degli stessi autori.
Che cosa significa per un'organizzazione
Se una dirigente sembra non sostenere le colleghe più giovani, conviene chiedersi quanto l'organizzazione le abbia fatto pagare l'essere donna e se le promozioni siano percepite come meritocratiche, prima di parlare di rivalità femminile.