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Apprendimento · articolo · 2018

Is ungulate migration culturally transmitted? Evidence of social learning from translocated animals

Brett R. Jesmer, Jerod A. Merkle, Jacob R. Goheen, Ellen O. Aikens, Jeffrey L. Beck e colleghi · 2018

Science, 361(6406), 1023-1025 · Apri la pubblicazione ↗

Sinossi

Brett R. Jesmer, ecologo della fauna selvatica all'Università del Wyoming, ha guidato con Matthew Kauffman e altri colleghi uno studio che ha messo alla prova un'ipotesi data per scontata ma mai verificata: che le grandi migrazioni degli ungulati si imparino e si trasmettano da una generazione all'altra, invece di essere scritte nei geni. Il gruppo di ricerca ha sfruttato un'occasione offerta dalla gestione della fauna: pecore delle Montagne Rocciose e alci erano stati trasferiti in territori nuovi, dove nessun animale conosceva i percorsi stagionali. Jesmer e colleghi hanno confrontato questi gruppi con popolazioni storiche, presenti da centinaia di anni negli stessi ambienti. Gli animali delle popolazioni storiche erano in gran parte migratori, mentre quelli trasferiti all'inizio non migravano. Nel corso di alcuni decenni i gruppi trasferiti hanno imparato a seguire l'onda della vegetazione fresca che avanza in primavera, e la loro propensione a migrare è cresciuta. Gli autori ne concludono che l'apprendimento e la trasmissione culturale sono il meccanismo principale con cui le migrazioni nascono, e che la perdita di una migrazione cancellerebbe un sapere sui pascoli migliori accumulato in molte generazioni, con probabili danni per la popolazione. Lo studio si basa su confronti osservativi fra popolazioni e non su un esperimento controllato, e la trasmissione sociale è dedotta dall'andamento nel tempo più che osservata direttamente fra individui.

Che cosa significa per un'organizzazione

Quando un'organizzazione perde in poco tempo le persone che conoscono i percorsi del lavoro, ricostruire quel sapere richiede anni; conviene proteggere la trasmissione fra colleghi prima di riorganizzare.