Cambiamento · articolo · 2010
How are habits formed: Modelling habit formation in the real world
Phillippa Lally, Cornelia H. M. van Jaarsveld, Henry W. W. Potts, Jane Wardle · 2010
European Journal of Social Psychology, 40(6), 998-1009 · Apri la pubblicazione ↗
Sinossi
Phillippa Lally, psicologa oggi docente all'Università del Surrey, ha studiato con Cornelia van Jaarsveld, Henry Potts e Jane Wardle quanto tempo serve perché un comportamento nuovo diventi automatico nella vita quotidiana. Novantasei volontari hanno scelto un'azione legata al mangiare, al bere o al movimento e si sono impegnati a ripeterla ogni giorno nello stesso contesto, per esempio dopo colazione, per dodici settimane. Ogni giorno hanno registrato se l'avevano compiuta e hanno compilato un questionario che misura quanto un gesto è diventato automatico. Le ricercatrici hanno potuto analizzare i dati di 82 persone e hanno descritto l'andamento dell'automatismo di ciascuna con una curva che sale in fretta all'inizio e poi si appiattisce. Il modello si adattava ai dati di 62 persone, e bene per 39, e si adattava meglio a chi era stato più costante nel ripetere il gesto. Il tempo necessario per arrivare al 95 per cento del livello massimo è variato fra 18 e 254 giorni, e saltare un giorno non ha compromesso il processo. Lo studio ha messo in discussione l'idea diffusa che bastino poche settimane per formare un'abitudine e ha mostrato quanto siano grandi le differenze fra le persone. Il campione è piccolo e volontario, i comportamenti sono semplici e scelti dai partecipanti, e l'automatismo è misurato con una scala compilata da loro stessi.
Che cosa significa per un'organizzazione
I programmi che chiedono alle persone nuovi comportamenti hanno bisogno di accompagnamento per mesi e di contesti stabili in cui ripetere il gesto, non di un evento singolo.