Il singolo e il gruppo · articolo · 1990
Emotional intelligence
Peter Salovey, John D. Mayer · 1990
Imagination, Cognition and Personality, 9(3), 185-211 · Apri la pubblicazione ↗
Sinossi
Peter Salovey, psicologo dell'Università di Yale, e John D. Mayer, psicologo dell'Università del New Hampshire, hanno pubblicato in questo articolo la prima definizione scientifica dell'intelligenza emotiva. La domanda da cui partono è se il modo in cui le persone riconoscono e usano le emozioni possa essere trattato come una capacità mentale, al pari delle altre forme di intelligenza studiate dalla psicologia. Per rispondere riesaminano la letteratura sulle emozioni e sull'intelligenza sociale e definiscono l'intelligenza emotiva come la capacità di osservare le emozioni proprie e altrui, di distinguerle e di usare queste informazioni per orientare il pensiero e l'azione. Il modello che propongono comprende tre insiemi di capacità: valutare ed esprimere le emozioni, regolarle in sé e negli altri, servirsene per pianificare, ragionare in modo creativo e sostenere la motivazione. Cinque anni dopo il libro divulgativo di Daniel Goleman ha portato il termine nel linguaggio delle aziende, allargandolo a tratti di personalità e a competenze che i due autori non avevano incluso. Salovey e Mayer hanno poi riveduto il modello nel 1997 in quattro rami, ed è su quella versione che hanno costruito il loro test. L'articolo è teorico e non presenta dati propri: la sua forza sta nell'aver separato una capacità misurabile dalle qualità generiche con cui il termine è stato confuso in seguito.
Che cosa significa per un'organizzazione
Quando un'azienda chiede un corso sull'intelligenza emotiva conviene chiarire subito di quale definizione si parla. La definizione di Salovey e Mayer indica capacità precise, riconoscere, capire, usare e regolare le emozioni, su cui si possono progettare esercizi e verifiche.