Il singolo e il gruppo · libro · 1995
Emotional Intelligence: Why It Can Matter More Than IQ
Daniel Goleman · 1995
Bantam Books, New York, 1995 · Apri la pubblicazione ↗
Sinossi
Daniel Goleman, psicologo formato a Harvard e per molti anni giornalista scientifico del New York Times, ha scritto questo libro per spiegare a un pubblico largo che cosa le ricerche sulle emozioni dicevano del successo nella vita e nel lavoro. Prende il termine intelligenza emotiva dall'articolo con cui Peter Salovey e John D. Mayer lo avevano definito nel 1990 e lo collega agli studi sul cervello emotivo, sull'autocontrollo e sull'empatia. La tesi del libro è che il quoziente intellettivo spiega solo una parte delle differenze fra le persone, e che la capacità di conoscere e governare le proprie emozioni, di motivarsi, di capire gli altri e di stare nelle relazioni pesa almeno altrettanto. Il libro non presenta una ricerca propria: raccoglie e racconta studi di altri, con esempi tratti dalla scuola, dalla famiglia e dal lavoro. È rimasto per un anno nella classifica dei libri più venduti di Publishers Weekly e ha portato il termine nel linguaggio delle aziende e della formazione. Gli stessi Salovey e Mayer, e poi molti psicologi, hanno criticato il libro perché allarga il concetto fino a includere tratti di carattere e motivazione, e perché alcune affermazioni sul peso dell'intelligenza emotiva rispetto al quoziente intellettivo non poggiano su dati misurati.
Che cosa significa per un'organizzazione
Quando un responsabile delle risorse umane chiede un corso di intelligenza emotiva, conviene chiedere quale risultato si aspetta e che cosa intende con il termine. Il libro di Goleman offre un linguaggio che i manager riconoscono, ma gli obiettivi del lavoro vanno scritti come capacità osservabili, per esempio accorgersi della tensione in una riunione o regolare la propria reazione a una critica.