Comunicazione e voce · articolo · 2014
Employee Voice and Silence
Elizabeth Wolfe Morrison · 2014
Annual Review of Organizational Psychology and Organizational Behavior, 1, 173-197 · Apri la pubblicazione ↗
Sinossi
Elizabeth Wolfe Morrison, docente di management alla Stern School of Business della New York University, ha scritto per il primo volume dell'Annual Review of Organizational Psychology and Organizational Behavior una rassegna su due comportamenti speculari: la voce e il silenzio dei dipendenti. Per voce intende la comunicazione volontaria, verso chi sta più in alto, di suggerimenti, preoccupazioni, informazioni o opinioni su questioni di lavoro, e per silenzio la scelta di trattenere questi contributi. La rassegna esamina i fattori che spingono a parlare o a tacere e i processi motivazionali con cui le persone decidono se il parlare valga il rischio. Esamina poi gli effetti della voce e del silenzio sull'organizzazione, che perde informazioni utili quando le persone tacciono, e sugli individui che scelgono di parlare o di tacere. Da questi risultati Morrison costruisce un modello integrato che collega antecedenti, motivazioni ed esiti. La rassegna si chiude con un elenco di domande aperte per la ricerca futura. Il lavoro è diventato uno dei riferimenti più usati del campo perché tiene insieme due filoni di ricerca che erano cresciuti separati. Come ogni rassegna narrativa riflette le scelte dell'autrice sugli studi da includere e non produce stime quantitative degli effetti.
Che cosa significa per un'organizzazione
Chi guida un'organizzazione deve rendere il parlare utile e poco rischioso, perché il silenzio dei collaboratori è una perdita di informazione che i dirigenti di solito non vedono.